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La guardia medica di Sparanise č a rischio chiusura

In rivolta i sindaci del distretto sanitario 41
7/3/2007 1:12

La decisione di chiudere l'R.S.A. di Calvi Risorta ed una delle due guardie mediche di Pignataro o Sparanise, ha fatto ribellare i sindaci del distretto sanitario n. 41.
I Sindaci di Pignataro, Calvi Risorta, Sparanise, Giano e Rocchetta, si sono riuniti per manifestare il loro forte disagio per le decisioni che l'ASL e la Regione Campania prendono a discapito dei cittadini dell'Agro Caleno. Al termine della conferenza i Sindaci hanno spedito una lettera al Governatore della Regione Campania Antonio Bassolino, all'Assessore alla Sanitā della Regione Campania, al Direttore Responsabile del Distretto Sanitario n. 41 ed al Direttore Generale dell'Asl Caserta 2. Questo il testo del documento: "I sindaci del distretto sanitario n. 41 rappresentano la necessitā di mantenere le due Continuitā Assistenziali [ex Guardia Medica n.d.r.] in presenza di un territorio disomogeneo da un punto di vista territoriale.La presenza di una sola Continuitā creerebbe disservizio allutenza dell'interio territorio dovendo le unitā mediche spostarsi di decine e decine di chilometri.La proposta dei sindaci, preso atto che le strutture attualmente usate dal distretto sono ad integrale costo degli enti comunali, č quella di rapportare i servizi del distretto e di mantenere entrambe le Continuitā Assitenziali di Pignataro e Sparanise.E' pensabile, al massimo, coordinare le stesse nei limiti delle disponibilitā economiche.I sindaci, inoltre, condannano l'atteggiamento della Direzione Generale e della Regione Campania che, ad oggi, e dopo la scadenza dei contratti in essere dal personale ausiliario (OTA) della R.S.A. di Calvi Risorta, nulla hanno posto in essere per la risoluzione del problema avendo in questo modo pregiudicato totalmente il servizio. I Sindaci del distretto condannano, infine, l'atteggiamento del Direttore del Dipartimento di Prevenzione che, nonostante la riattazione dei locali di via Iannotta di Pignataro Maggiore, di proprietā aziendale, non ha ancora rilasciato, da oltre un anno, l'autorizzazione al rientro dell'Unitā Operativa Prevenzione Collettiva (UOPC)".
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