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I giovani e la politica: cosi vicini o cosi lontani?

A Sparanise cresce la voglia di partecipazione
12/4/2007 12:26

Sparanise (Raffaele Sarno) - Una delle accuse che più spesso si muovono nei confronti della classe politica, è quella di occuparsi poco dei giovani. Proviamo invece a guardare l’altra faccia della medaglia: quanto si interessano di politica le generazioni del futuro? Negli anni cinquanta e sessanta, l’impegno politico da parte di ragazzi e ragazze raggiungeva livelli forse difficilmente ripetibili. Ma erano altri periodi, altri momenti storici. L’Italia usciva da una dittatura, c’era la voglia di far sentire la propria voce e le proprie idee per partecipare alla ricostruzione della nazione. Oggi, sicuramente, i problemi sono altri. Ma i motivi per interessarsi alla politica non mancano di certo.
C’è da dire che, soprattutto in questi ultimi anni, i giovani hanno ritrovato la voglia di far sentire la propria voce. La riscoperta di occuparsi di affari politici non è sicuramente imputabile alla riacquisita fiducia nei confronti degli esponenti che attualmente vediamo discutere animatamente tutti i giorni nelle varie trasmissioni televisive. Al contrario, a portare i ragazzi ad esprimere liberamente i propri pensieri è proprio la voglia di svecchiare un sistema che poco li considera. Basta vedere i due candidati delle ultime elezioni politiche nazionali. Sono gli stessi di tredici anni fa. Tutte le cariche più importanti dello Stato sono occupate da signori almeno ultrasessantenni. E se da un lato la maturità di alcune persone può essere sinonimo di saggezza, dall’altro non si può far finta che non ci siano giovani con buone capacità e soprattutto con buone idee. Perché sono le idee quelle che servono. La politica deve essere intesa proprio come ginnastica delle idee, un esercizio della mente che non deve essere monopolio di nessuno. Ecco quindi che i giovani hanno voglia di essere protagonisti. Per passare da un ambito nazionale ad un altro locale come quello della nostra Sparanise, si può affermare che la nostra cittadina non fa eccezione. Le associazioni giovanili, sia da una parte che dall’altra, non mancano. Segno evidente che anche i ragazzi sparanisani sono presenti e sono pronti a vigilare su tutto quanto gli accade intorno. Alcune di queste associazioni hanno anche delle proprie riviste, proprio a sottolineare il ruolo da “watchdog”, da “cani da guardia”, come gli inglesi definiscono il ruolo dei giornalisti, pronti a sorvegliare su tutto quello che ogni giorno i loro occhi vedono e le loro orecchie sentono. E’ anche questo che devono fare, oltre ad ascoltare chi ha più esperienza di loro. E’ così che si possono migliorare le cose ed è in questo modo che si evitano gli errori del passato.
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