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Tabacco: L’Arco spinge per gli ammortizzatori sociali ai lavoratori in mobilità
Il vice sindaco in pressing sull’8a commissione regionale
10/7/2010 16:4
Sparanise - Nelle ultime settimane sono tornate fortemente alla ribalta le problematiche dei lavoratori legati alla filiera del tabacco che in provincia di Caserta, soprattutto grazie al Burley, conta migliaia di addetti. Come è noto, Sparanise segue molto da vicino gli aggiornamenti provenienti da Unione Europea, Ministero delle politiche agricole e 8° commissione della Regione Campania, che si occupa nello specifico della problematica campana e casertana, in ragione delle centinaia di lavoratori un tempo occupati nel glorioso tabacchificio ex Reditab. A Napoli, presente al tavolo delle sedute di commissione del 22 e 29 giugno scorsi anche il vice sindaco di Sparanise Giancarlo L’Arco che ha manifestato con forza le ragioni dei lavoratori sparanisani. “Come amministrazione comunale stiamo seguendo molto da vicino le evoluzioni legate alle attività poste in essere dalle istituzioni impegnate perché abbiamo particolarmente a cuore le sorti delle centinaia di addetti che fino a qualche anno fa costituivano la forza lavoro del tabacchificio di Sparanise. Pur continuando a perseguire con forza la possibilità concreta di una riconversione industriale - ha detto L’Arco – per il momento la nostra massima attenzione è tutta incentrata sull’estensione degli ammortizzatori sociali. Ho parlato personalmente con il presidente dell’ottava commissione regionale On Pasquale De Lucia, con il quale, oltre al rapporto istituzionale, sono legato da antica e sincera amicizia, perché faccia tutto quanto è nelle sue possibilità affinché venga concessa una proroga delle garanzie ai lavoratori in mobilità per almeno altri due anni. Ci sono tanti nostri concittadini che sono ormai prossimi alla pensione ed il Ministero del Lavoro non può abbandonarli proprio adesso: sarebbe una tragedia dalle proporzioni immani che noi, come istituzioni locali, combatteremo con tutte le nostre forze. Questi argomenti sono troppo seri ed importanti – conclude L’Arco - perché se ne occupino certi buffoni di corte ormai senza fissa dimora, che nella spasmodica ricerca di prebende ed ospitalità, un tempo lautamente a disposizione, non perdono occasione di ritornare a servire il re, rendendosi oltremodo ridicoli, tristemente privo dello scettro e il suo principino che a causa sua si è visto privato del regno ottenuto in successione. Si rassegni: certe tarantelle demagogiche ai danni dei lavoratori non sono più possibili e costui farebbe bene a dedicarsi ad altro”.
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